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Rabeah Mashinchi nasce a Tehran nel 1974
Dopo essersi diplomata dal liceo artistico Azadegan indirizzo ‘’Grafica pubblicitaria’’, ha continuato gli studi presso l’universita delle Arti ed Architettura di Tehran. Nel 1995 si trasferisce in Italia, continuando la sua attività come grafic designer
Riprende gli studi nel 2011 presso l’Accademia Belle Arti di Verona, indirizzo ‘’Pittura’’
In questi anni ha sviluppato un interesse per la pittura astratta che lei stessa ritiene sia l’essenza della pittura

Rabeah Mashinchi (Teheran, 1974) è un’artista contemporanea che si è formata e lavora da sempre tra due paesi molto diversi come l’Iran e l’Italia, conservando nella sua produzione il delicato equilibrio delle influenze contrastanti che ne derivano.

In sospeso tra novità e tradizione, l’artista opera servendosi di tutti gli strumenti che derivano dalla sua formazione ecclettica che abbraccia diversi ambiti delle arti visive. Gli studi di design svolti a Teheran e quelli di pittura presso l’Accademia di Belle Arti a Verona trovano sintesi nel profondo interesse dell’artista nell’aggiornamento costante anche verso il video, la fotografia e l’installazione, pur rimanendo la parte maggiore del corpus delle sue opere legata alla pittura tradizionalmente intesa.

La produzione pittorica di Rabeah Mashinchi è in continua evoluzione, sintomo della ricerca costante nei confronti di nuovi temi, pur conservando una coerenza stilistica che rende i suoi lavori immediatamente riconoscibili. Il suo è un linguaggio maturo e consapevole che ha scelto come modalità espressiva preferenziale l’astrazione basata sulla gestualità. L’intenso cromatismo che contraddistingue il suo lavoro ha un ruolo catalizzante per la comprensione dell’azione creativa ed enfatizza di per se il significato dell’opera esplicitato comunque dal titolo. L’apporto personale è chiaramente identificabile ed è espresso nella freschezza studiata di ogni opera che non manca però di dimostrare il debito dell’artista a riferimenti colti della storia dell’arte.

La studiata casualità delle proporzioni e dei contrasti cromatici è interrotta da sottili elementi, ricavati nella maggioranza dei casi raschiando direttamente la superficie pittorica, costituiti da figurazioni semplici ma dal ricchissimo apporto simbolico.

I diversi elementi non interferiscono tra loro ma generano nel loro accostamento un’esperienza immersiva fortemente totalizzante capace di trasportare lo spettatore nella dimensione dove dominano i timbri caldi di Rabeah Mashinchi.

curatore:
Camilla Compagni